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AMBIENTAZIONE

Tratto da: "Il regno di Thyrea" di Johann Butler, Precettore d’Arcana Bibli e cittadino del Regno.

Il Regno di Thyrea… Ah, se ne avessi il tempo quanto mi piacerebbe narrarti di tutti i suoi segreti e di tutte le sue vicende. O meglio, di quelle che io, uomo alla fine dei suoi giorni, conosco e ho visto nell’arco di una vita spesa ad esplorare le vie del Regno e ad educare i nuovi virgulti dell’Arcana Bibli. Dovrai tuttavia accontentarti solo di qualche informazione, il resto lo scoprirai da solo se avrai voglia di cimentarti in questo magico viaggio. Ma prima d’ogni cosa, come si addice a quei dettami di cortesia ed educazione, mi presento: sono Johann Butler, figlio di Kerist Butler e nipote di Rufus, grande Mentore d’un passato, come dire… non troppo passato. Con fatica, ma con sete di conoscenza e di divulgazione, mi trovo a tracciare per l’ultima volta quelle reminescenze storiche e misteriose necessarie non solo per me e per la mia labile memoria, ma per te, lettore che vuoi saperne di più.

Nella mia vita di Precettore ho visto scorrere davanti a me uomini, elfi, gnomi e tante altre razze d’ogni credo e d’ogni culto. Eppure solo dopo molti anni, quando la prima stilla di saggezza s’insinuava nei meandri della mia esistenza, ho capito che tutti, indistintamente, hanno una storia, la loro di storia, da raccontare. E si caro lettore, anche tu hai una storia da narrare fatta di un passato, di un presente e di un futuro ancora da scrivere. Se tu hai scelto di tingere il tuo avvenire di quelle conoscenze e quelle azioni di cui si colora Thyrea, allora stai leggendo il manoscritto giusto. Con le mani tremolanti e con gli ultimi sforzi, alla fioca luce prodotta da questa candela, dedicherò a te, lettore, le mie ultime parole.

Il Regno di Thyrea… un luogo dove la magia e le gesta eroiche miste al vivere comune trovano un’ampia accondiscendenza tra ciò che è la quotidianità e l’impresa, esibendo le proprie trame secondo equilibri prestabiliti o secondo un destino ancora da scrivere. Questo mio trattato tuttavia non vuole narrare di quanto il destino incida sulle azioni delle mortali creature, bensì ha solo lo scopo di raccontare cosa si cela al di là di un luogo che in principio era solo che avvolto dalla bruma e che nascondeva dentro mura, all’interno di silenziose foreste e persino dentro gli animi della gente, un mondo dal sapore misterioso e leggendario. E per farlo, caro lettore, ci serviremo proprio di uno di quei segreti appartenenti a Thyrea: un leggendario grifone che a suon di virate mi aiuterà nell’intento.

Forza, è bene non indugiare con questo essere alato, il viaggio ci aspetta alla scoperta delle sei anime conformanti il mondo conosciuto. Immagina dall’alto del nostro volo… guarda come il Regno di Thyrea sia caratterizzato da vaste terre, geograficamente opposte e dalle caratteristiche geologiche contrastanti, distendendosi tra mari e monti e dando vita a quattro Contee e due insediamenti. Eccole là, le vedi nella tua mente?

Al centro del regno, nella sua antica magnificenza vi è Saint Michael, la regale isola, sede del nostro amato Sovrano. Se il tuo credo ricalca l’onore e la cavalleria non esiste luogo migliore da visitare o perché no, insediarsi per sempre. In ogni torre, in ogni bastione e in ogni struttura, al sospirar del vento volteggiano gli stendardi recanti l’effigi reali, sinonimo di un dominio e di un controllo che si estende fino a perdita d’occhio. E per garantire ciò, il Sovrano s’avvale di valorosi uomini, nel cui animo risplende la luce della giustizia e della fedeltà. Non posso narrati altro, sappi solo che quell’isola è pregna di antichi misteri, che nemmeno io nel corso della mia esistenza ho potuto approfondire, decretando in che misura la leggenda sovrasta la realtà.

Proseguendo in groppa al nostro fedele compagno di traversata, viriamo docilmente a nord ovest tra i raggi che dal firmamento filtrano caldi attraverso le nuvole. Caro lettore, ammira Thorgard, detta la Guardiana. Sede di abilissimi intagliatori, di marinai e di belle donne è considerata come il primo baluardo contro la nostra prossima tappa, la contea perduta di MasKhar a sud ovest del Regno. Ma devo e voglio narrarti di più di questa contea chiamata Thorgard: attento alle locande, attento ai vicoli bui, attento ai suoi boschi e i suoi sentieri senza meta apparente; attento poiché gli uomini del nord non conoscono il concetto di diplomazia e perdono. Sono orgogliosi, quasi come i nani e attaccati alle loro antichissime miniere e alle loro tradizioni. Non fargli mai uno sgarbo o di te, difficilmente rimarrà qualcosa. Sei pronto? Andiamo… lasciamoci la Guardiana alle spalle e viriamo a sud ovest laddove il male prende vita, musicando a suon di tamburi, gli scenari e l’atmosfera della città perduta.

Il cielo si rabbuia, nubi scure e fameliche inghiottono via via i lembi di cielo. I confini della perduta contea si scorgono: Maskhar, la nera… ma non temere caro lettore; sarà una breve sosta. Un tempo una contea dalla bellezza incredibile ora è per la maggior parte sprofondata nella terra, risucchiata dal Caos che la reclama propria. Spioventi profili a picco annegano nell’acque furiose che lambiscono la costa, acuminati s’ergono pronti ad accusare e maledire ogni cosa s’avvicini. Pericolosa patria, forgiata dai tradimenti e dai soprusi, valenti condottieri a proteggerla inneggianti ad Hades, il signore oscuro. Lettore, questo è un posto da sorvolare fugacemente. Non vi è sosta che giustifichi azioni o visite dentro quel luogo… a meno che tu non decida di scendere a patti con le macabre essenze. Riprendiamo il viaggio, il nostro grifone ha smania di fendere l’aria.

Puntiamo adesso a Sud Est, volando sopra l’acqua salata e fredda del mare interno, ridiscendendo le dorsali rocciose verso il mare, ove cristalli di luce s’infrangono sul moto ondoso. Tieniti forte caro lettore, la nostra prossima tappa è Vetustria, la Verde contea. Sede di maghi, druidi e maestri d’arme posti a tutela degli editti, la contea è una tra le più belle e misteriose di tutto il regno. Se la tua esistenza anela l’arcano o la divinazione beh, credo che non ci sia tappa migliore di questa. Qui vivono potenti stregoni e creature sagge, immersi in scenari degni delle più belle fiabe: sapranno loro indicarti la via nel momento del bisogno. Saliamo poco più su, per trovare il luogo che per molti anni m’ha ospitato, Galadrya.

Galadrya è il luogo ove la natura è rimasta incontaminata e ove distese smisurate di boschi magici s’ergono a monito di un chiaro, chiarissimo messaggio, ovvero il rispetto per Horaeron, la Dea della natura e dell’equilibrio. Poche sono le costruzioni che nell’arco degli anni sono state concesse dagli elfi dei boschi. Una di queste è Arcana bibli, la grande biblioteca del Regno, l’unico luogo capace di ospitare un tesoro tanto grande quanto ambito: la conoscenza. Inerpicandosi su per gli antichi sentieri, si trova infatti la maestosa struttura ove risiedo. M’auguro che tu, lettore, abbia voglia di visitare i lunghi scaffali ricolmi di quei libri di cui ora mi circondo e che tu abbia sete di quella conoscenza che in tempi bui come questi, fungono da lume per non cadere nell’oblio. Un consiglio: Visitare Galadrya di notte, è un qualcosa che dà adito a visioni di pura magia. Verificalo e non te ne pentirai. Tuttavia è l’obbligo di invitarti alla prudenza: ogni sgarro fatto al bosco non piacerà agli "abitanti" di quei misteriosi e fin troppo sconosciuti luoghi. Andiamo a Nord est adesso, la Solare c’attende.

Immersa in uno scenario suggestivo, protetta da mura bianche e possenti, s’erge alla nostra vista Vera Deon, contea dalla splendida architettura e dalla bellezza inenarrabile. Tra la sua mite vegetazione e tra le vie curate e caratteristiche del borgo, vanno a stagliarsi maestosi monumenti inneggianti Hera, stagliandosi a monito di rettitudine e sacralità. Il Bene si distingue irrorato nella più minuta opera che gli Dèi hanno concesso. E a prenderne in mano il vessillo si distinguono nivei cavalieri, Paladini del verbo di Hera.

Saliamo ancora più a nord, arrivando in un luogo ove le leggende e i miti divengono consuetudine e ove la prudenza da anteporre ad ogni azione non è mai troppa: Dwarfpass, la città sotterranea dei nani. Inutile dirti caro lettore che scavare nelle viscere della terra sia stato pericoloso. Inutile dirti che in quel luogo è in atto un’eterna lotta tra la fierezza del popolo nanico e ciò che con le loro azioni hanno risvegliato. Tuttavia Dwarfpass non è solo miniere e gallerie sotterranee. Al di sopra di quei cunicoli infatti, sepolte dalle nevi eterne, s’ergono grandi e antiche montagne rocciose, difficili o ancor peggio impossibili da scalare se non si conoscono i giusti sentieri.

Ebbene caro lettore, siamo giunti alla fine di questo manoscritto. So che le informazioni che ti ho fornito sono insufficienti e so vorresti saperne di più. Tuttavia, da buon precettore, ho sempre creduto che sia l’atto della scoperta a dar la giusta sensazione delle cose. Ergo, non andrò a narrarti di più. Sarai tu, con i tuoi principi e il tuo credo, a decidere cosa fare e come farlo, magari scoprendo cose che io non ho mai veduto e riportando alla luce quei segreti sepolti sotto l’azione del tempo.

A te mio caro lettore, auguro che la luce della conoscenza possa sempre illuminarti la giusta via.

Sir Johann Butler, Precettore Maestro dell’Arcana Bibli